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Area clinica

SESSUOLOGIA CLINICA
L'esperto in sessuologia

a cura di Dott.ssa Donata Gramegna



L'esperto in sessuologia è colui che studia gli aspetti normali e patologici della sessualità in una prospettiva omnidirezionale che tiene conto degli aspetti fisiologici, psicologici, antropologici e relazionali; motivo per cui la sessuologia si pone come una disciplina che richiede competenze multidisciplinari necessarie  per eseguire un corretto approccio al paziente.I disturbi a carattere sessuale sono riferibili tanto all'ambito medico quanto a quello psicologico, per questo motivo, l'esperto in sessuologia, medico o psicologo che sia, spesso lavora in équipe.

L'esperto in sessuologia può seguire dei percorsi formativi diversi e quindi, in base alla sua formazione, cambiano anche le sue competenze e le sue attività.

Bisogna specificare che la specializzazione in sessuologia clinica è quadriennale ed è consentita solo a medici o psicologi. Quindi usiamo la denominazione di sessuologo clinico solo in questo caso. Le scuole di specializzazione in sessuologia clinica sono tutte private e, nella gran parte dei casi, conferiscono una valida preparazione teorica, tecnica e relazionale, al futuro professionista. Non esiste un albo dei sessuologi clinici, ma professionisti che sono anche specializzati in sessuologia clinica. (I motivi sono vari e disparati e soprattutto di ordine politico, lasciamo a chi lo desidera di approfondirli per suo conto)

Seguono anche specializzazioni come sessuologo. Questa specializzazione può essere conseguita da entrambe le figure professionali succitate e, purtroppo, a volte solo da medici. Sono corsi brevi, a volte di sei mesi o massimo un anno, tenuti da strutture pubbliche: università. Spesso si configurano come dei corsi di perfezionamento post lauream.

Esistono, inoltre, corsi biennali di formazione per consulenti in sessuologia rivolti a medici, psicologi, insegnanti ed operatori sociali interessati all'acquisizione di tecniche e competenze necessarie alla consulenza in campo sessuologico e dell'educazione sessuale.

E’ intuibile come la preparazione di base del professionista che si specializza in sessuologia gioca un ruolo di primaria importanza.

Un ginecologo avrebbe un approccio più medico al problema, forse una visione, se vogliamo, più meccanicistica. Spingendoci oltre, anche una scarsa competenza nella gestione della delicata e sottile sensibilità che deve accompagnare la relazione medico/paziente in una sfera così intima quale quella della sessualità.

Anche lo psicologo iscritto in albo può diventare un sessuologo clinico o, in alcuni casi, semplicemente sessuologo, qualora abbia avuto la possibilità di partecipare ad un corso non riservato alla “casta” dei medici. Questi divenuto sessuologo clinico maturerebbe delle valide conoscenze teoriche, ma deficierebbe delle abilità relazionali e competenze tecnico-professionali proprie dello psicologo e psicoterapeuta in quanto non ha compiuto un percorso di psicoterapia individuale.

A nostro parere, l’optimum sarebbe un trattamento di psicoterapia sessuale effettuato, dunque, da uno psicologo/psicoterapeuta e sessuologo clinico in collaborazione con un ginecologo e se fosse possibile addirittura un ginecologo anche sessuologo.

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Differenza tra Psicoterapia Sessuologia e Counseling Sessuologico

La psicoterapia sessuale, che può essere individuale e di coppia, è una psicoterapia mirata alla risoluzione del sintomo sessuale attraverso un'esplorazione dei conflitti intrapsichici, ma anche attraverso delle prescrizioni che contribuiscono al miglioramento del funzionamento sessuale. Le tecniche variano da paziente a paziente e ovviamente cambiano in funzione della difficoltà. A volte è necessaria anche la collaborazione del partner.

Il Counseling Sessuologico è un'attività di guida, orientamento e sostegno che consente al paziente di assumere le conoscenze necessarie per compiere scelte libere, consapevoli e responsabili nell'ambito della propria sessualità. Il counseling si differenzia dalla psicoterapia sessuale  poiché non cerca il cambiamento di una situazione patologica definita, ma fornisce informazioni e chiarificazioni, mettendo la persona nella condizione di meglio comprendere il proprio stato e di decidere il da farsi.

E’ importante specificare che chi si occupa di sessuologia non si occupa necessariamente di patologia; la sessuologia è anche scienza della 'salute' attenta cioè a migliorare la qualità della vita piuttosto che a guarire dalla malattia. Gli interventi dell'esperto in sessuologia sono di carattere preventivo, diagnostico e riabilitativo.

La stretta collaborazione tra le diverse figure professionali è necessaria almeno nella prima fase di valutazione del paziente. Una volta stabilita una linea diagnostica, il paziente viene 'preso in carico' da uno specialista dell'équipe che inizia l'itinerario terapeutico vero e proprio.


Il Sex Counseling in Didattica della Comunicazione

a cura di Enrico Maria Brescia


Il Sex Counseling, per noi, si configura come una relazione d’aiuto, professionalmente condotta, che si svolge nell’ambito di un problema o un bisogno del richiedente perché questi ne possa affrontare adeguatamente la gestione, risolvendolo o quanto meno attenuando il disagio o la sofferenza che ne deriva.

La gamma del Counseling in ambito di sessualità può spaziare in campi notevolmente vasti: da quelli legati allo dell’età evolutiva ai rapporti interpersonali in genere, ed in particolare intergenerazionali e familiari, all’interazione sessuale di coppia, ai problemi della sessualità procreativa o di quelli degli anziani, ai problemi dello sviluppo sessuale e identità sessuale, a quelli di devianza e così via. Continua>>



Dall’educazione sessuale al sex Counseling in Didattica della Comunicazione con gli adolescenti nella scuola

a cura di Enrico Maria Brescia

L’Educazione Sessuale nella scuola italiana non ha mai trovato un’attuazione a dir poco appena soddisfacente anche se se ne parla ormai da troppi anni. Nessun legislatore è stato in grado di attuarla a causa dell’opposizione di forze conservatrici di varia estrazione ancora contrarie ai rapporti prematrimoniali e che predicano la castità.

Anni fa un pedagogista di area conservatrice mi confessò di essere contrario all’educazione sessuale perché: “se si insegna agli adolescenti l’uso del profilattico e quindi ad avere rapporti protetti, nel contempo è come se si desse loro il permesso di avere rapporti fuori del matrimonio, cosa per noi altamente proibita e fuori discussione”.

La situazione attuale, per quanto riguarda la sessualità giovanile, è che questa si è “evoluta”per suo conto, tanto che in alcuni contesti sociali si stima che alcuni adolescenti abbiano i primi rapporti sessuali completi intorno ai quattordici anni.

A nostra avviso a calarsi in questa realtà giovanile, per molti versi già così esperta sul sesso, con un programma di Educazione Sessuale bello e confezionato, si rischia di diventare ridicoli e di apparire a dir poco superati.
 

Da qui l’idea, quindi, di intervenire con gli adolescenti nelle scuole con un programma di Sex Counseling in Didattica della Comunicazione che abbia come obiettivo, non di dare informazioni generiche uguali per tutti, ma di intervenire in maniera diretta e personalizzata nelle situazioni di disagio portate dai singoli ragazzi.

Noi abbiamo già tenuto nelle scuole interventi di Counseling, anche Sessuologico, ricevendo da parte dei ragazzi una risposta pronta e molto interessata. Nello specifico erano gli stessi partecipanti al gruppo che dopo alcuni incontri di Counseling in Didattica della Comunicazione sulle dinamiche presenti nel gruppo-classe, mi chiedevano di affrontare problematiche riguardo al sesso.

Specifichiamo che gli interventi di Counseling in Didattica della Comunicazione utilizzano modalità di intervento specifiche.
Quando si interviene in un gruppo classe con il Sex Counseling in Didattica della Comunicazione, risulta molto utile tra le altre la tecnica dell’anonimato. Basta dire ai partecipanti del gruppo di indicare su un foglio anonimo, scrivendo in stampatello, le problematiche sessuali che si trovano a vivere al momento, per fare emergere un universo sommerso a dir poco drammatico e per alcuni versi sconcertante.

La tecnica prevede che i singoli fogli anonimi vengano letti nel gruppo e che i singoli partecipanti esprimano le proprie idee in merito al problema presentato, mentre solo alla fine il trainer esprime il proprio parere e dà le indicazioni del caso.




Counseling Sessuologico Individuale e di Coppia
secondo l’approcccio teorico dell’Analisi Transazionale
 


a cura della Dott.ssa Donata Gramegna


La relazione di coppia 

Una coppia è tanto vitale quanto più vive il conflitto come occasione di confronto e mutamento della propria relazione, ma spesso c’è il timore che il conflitto distrugga la coppia stessa e si preferisce sopravvivere nell’insoddisfazione piuttosto che rischiare un cambiamento.

Ci sono molti modi per evitare il cambiamento:

•    negare l’esistenza del disagio pensando che tutte le coppie hanno dei  problemi;
•    l’interruzione progressiva della comunicazione nella coppia che con il  tempo determinerà una relazione superficiale e insoddisfacente;
•    spostamento del conflitto su altre questioni litigando su tutto tranne che sul reale motivo: il loro stare insieme;
•    attribuire colpa e responsabilità sempre all’altro e mai a se stessi;
•   quando le persone litigano raramente lo fanno perché sono in disaccordo sul contenuto della comunicazione.

Per esempio: “oggi fa freddo, copriti bene”, ma piuttosto perché si definiscono e/o definiscono l’altro in modo inaccettabile.
L’informazione climatica veicola messaggi di relazione estremamente diversi del tipo:
-    ti voglio bene e mi preoccupo di te;
-    se non ci fossi io chissà come te la caveresti;
-    ubbidisci perché solo io so qual è il tuo bene;
-    non sei neanche capace di scegliere i vestiti giusti;
-    non fare la lagna come ieri quando avevi freddo.

E’ evidente che messaggi impliciti di questo tipo non favoriscono una ridefinizione dei ruoli nella coppia, nuovi equilibri, slanci emotivi e  validi scambi d’intimità. Continua>>



Case History
Una stimolazione a…distanza

a cura del Prof. Enrico Maria Brescia
            

B. è una donna di circa 40 anni, insegnante, laureata, che mi ha contattato su indicazione del mio medico curante come psicoterapeuta e non come Sessuologo.

E’ risultata in pieno delirio paranoideo tanto da essere convinta che tutti  la spiano e che sicuramente le sono state impiantate in casa delle microspie. Per quanto riguarda le microspie le suggerisco di chiamare un tecnico per effettuare dei controlli e la invito a portarmi le prove concrete della loro esistenza, che non nego a priori. Alla terza seduta si cambia registro: mi dice che c’è qualcuno che la stimola sessualmente, contro la sua volontà, a distanza, e che una volta è arrivato anche a possederla completamente.

B. non ha attualmente un partner e rifiuta rapporti occasionali, mentre vive la masturbazione come un atto riprovevole. L’attribuire quindi le sue fantasie erotiche a qualcosa di esterno non la fa sentire in colpa.

Quando le chiedo se attribuisce le
stimolazioni sessuali a qualche entità soprannaturale, mi guarda con area di rimprovero e, dopo avermi sottolineato che lei è una persona colta e che quindi non crede a cose del genere, mi conferma che lo “stimolatore” è una persona reale, che lei non conosce, e che riesce a distanza ad invadere la sua sessualità.
Il caso di B. è ancora aperto.




Una terapia mansionale di coppia gay

a cura del Prof. Enrico Maria Brescia

G. e A. sono una coppia di giovani maschi omosessuali molto innamorati che convive ormai da un anno. Presentano un problema nella Sfera Sessuale: mentre G. riesce a penetrare A. questi, pur avendo delle normali erezioni, non riesce a fare altrettanto. La coppia è sull’orlo di una crisi motivo per cui si è rivolta da un sessuologo.

Propongo di vedere A. separatamente e dalla terapia che ne consegue viene fuori il suo grande odio/amore nei confronti della figura paterna. Mentre la sua rabbia verso il padre lo spingerebbe a sodomizzare tutti gli uomini possibili ed immaginabili, il suo amore reverenziale verso la stessa figura glielo impedisce. Infatti mi confessa che nel momento in cui sta per penetrare G.: “è come se avessi davanti a me mio padre a pecoroni”.
La compresenza di due sentimenti  così contrastanti, che peraltro attivano vie neuronali diverse, crea in A. una situazione di impasse che gli fa perdere l’erezione.
Una lunga terapia tendente alla rielaborazione e alla riconciliazione con la figura paterna, che ha interferito il meno possibile con la scelta omosessuale di G., ha risolto il suo problema e ha permesso alla coppia di vivere una Sessualità più completa e soddisfacente.




                                                                                
Un matrimonio rato ma non consumato
(Matrimonio bianco)

a cura del Prof. Enrico Maria Brescia

 
F. e M. sono una giovane coppia di professionisti sui trent’anni sposata già da un anno che non ha consumato il matrimonio perché lei è affetta da Vaginismo.

Si sono conosciuti all’età di diciott’anni frequentando l’oratorio e hanno deciso per motivi religiosi di non avere rapporti prematrimoniali; ma una volta sposati sono cominciati i problemi. Desiderano un figlio ma il rifiuto di lei alla penetrazione rende il loro desiderio inattuabile.

E’ F., la moglie, che viene da me per curare il suo Vaginismo perché entrambi sono del parere che è solo lei la  “malata”.

La terapia di F. dura diversi mesi ma alla fine la donna si dichiara disponibile ad avere rapporti e stimola il marito in tal senso. A questo punto vengono fuori i problemi di M., più che altro davanti alla sua inesperienza dal momento che all’età di 30 anni non è mai stato con una donna, che non riesce ad avere un’erezione sufficiente a penetrare la moglie.

A questo punto appare chiaro come l
ideologia e la scelta susseguente di non avere rapporti prematrimoniali coprisse una patologia di entrambi. E’ stata necessaria una terapia mansionale di coppia centrata sulla penetrazione, dal momento che i due avevano un buon rapporto di intimità fisica ed emotiva nei preliminari, per permettere a F. e M. di risolvere il loro problema.
Attualmente hanno un figlio di circa un anno che gode di ottima salute.


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